Into the wild – Rotaract Club Valle del Metauro

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Domenica 11 giugno, ore 9.30. Per i ragazzi del RotarAct club Valle del Metauro questa mattina l’aria è un po’ più fresca del solito ed il panorama un po’ diverso: sono ai piedi del Monte Nerone, a Pianello di Cagli per l’esattezza. Vista la stagione, le usuali spiagge del litorale fanese o le dolci colline dorate di grano della Val Metauro, sono sostituite con una vista sconfinata di verde del complesso appenninico a confine di Marche ed Umbria. Gli sbadigli e l’espressione che mima un chiaro “dove sono finito?” occupano sicuramente la scena al punto di ritrovo per tutti i partecipanti al trekking che gli avrebbe portati alla scoperta di una piccolo tesoro naturalistico dell’entroterra della provincia di Pesaro-Urbino: l’Arco di Fondarca.

Ma la curiosità e la voglia di avventura non gli ha fermati, tanto che hanno convinto a partecipare anche alcuni soci dei Rotary Club di Fano e di Urbino. Mentre si compilano le ultime pratiche burocratiche, qualche caffè scioglie l’atmosfera ed in macchina si sale verso Pieia, punto di inizio ufficiale dell’escursione.
Un silenzio spettrale, rotto solamente dallo sgorgare dell’acqua in un lavatoio, accoglie ed accompagna i ragazzi nel giro di questo piccolo borgo abitato solamente da 11 persone. Affascinanti e pittoresche storie dal sapore di leggenda, raccontate dalla guida Maurizio, fiondano le menti dei ragazzi nella storia. Ma non c’è tempo da perdere e pronti, via verso il sentiero che li condurrà alla meta!

Lungo il percorso cascate e sorgenti di acqua attirano l’attenzione e qualche foto è veramente imperdibile. Dopo circa mezz’ora di piacevole camminata, arrivano dove la natura ha preso in mano lo scalpello da scultore ed entrati in quel che sembra una grotta, si trovano davanti un maestoso arco di roccia. Tutti a bocca aperta ad ammirare un qualcosa di incredibile!
Un intermezzo musicale del violino di Chiara e del flauto di Giulia Avati, due giovani sorelle musiciste, rende il tutto ancor più magico. Anche se le foto ed i selfie sono di rito, nessun obiettivo riuscirà mai a trasmettere l’unicità dell’atmosfera che si era creata.

Giunti nuovamente a Pieia, attraverso un altro sentiero è quasi l’ora di pranzo e ci siamo diretti su un altro versante del Monte Nerone: il ristorante “da Martinelli” con i suoi piatti tipici di cucina casereccia fatta “come una volta” , abbondanti e tradizionali, ci hanno fatto scoprire i gusti dell’entroterra marchigiano.

Un buon pranzo è il modo migliore per concludere una splendida giornata che ha fatto scoprire una bellezza nascosta del territorio, unica per le sue peculiarità, senza tuttavia dimenticare gli altri: il ricavato della giornata infatti sarà devoluto al service AIRC, per la ricerca contro il cancro e al progetto FICI, per la ricerca a favore della fibrosi cistica.

…non ci resta che dire, alla prossima avventura!

Giacomo Toccaceli

 

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