NemoTalk, sport e disabilità. L’insegnamento di Andrea, Martina e Stefano: “È la testa a dover essere sempre attiva”

Lo sport come regole e disciplina, ma soprattutto lo sport che non pone limiti, non mette paletti, perché “È la testa che decide tutto, è la testa che guida”.

Parole, ed insegnamenti soprattutto, degli ospiti della puntata di sabato 20 marzo di NemoTalk condotta da Elena Berchicci per il Distretto Rotaract 2090 che ha visto protagonisti due fratelli sportivi di Termoli, Andrea e Martina Brandimarte, e Stefano Occhialini.

Un pomeriggio alla scoperta della pallanuoto, attraverso le parole di Martina, portiere della Lifebrain Sis Roma, squadra di serie A di Ostia, e poi del basket in carrozzina con suo fratello Andrea, impegnato quest’anno nel campionato con la squadra di Reggio Calabria. Anche lo sport in pandemia è stato al centro della piacevole chiacchierata seguita da tanti online con il racconto di tutti i cambiamenti imposti dall’emergenza sanitaria alle società sportive. E poi una riflessione sulle donne e lo sport, con un riferimento all’attualità e alle vicende di cronaca che hanno fatto parlare delle difficili condizioni delle donne nello sport.

La parola è poi passata ad Andrea, suo fratello, giocatore dallo scorso ottobre della compagine calabrese dove gioca nella massima categoria. Anche con lui riflessioni sportive, ma soprattutto di vita grazie alla sua forza e alla sua testimonianza. “La disabilità – ha raccontato con il sorriso sulle labbra, che sempre lo contraddistingue – non mi ha mai fermato, al contrario, ho fatto tanti sport, piscina, tennis tavolo e ora il basket, posso dire che mia mamma mi ha praticamente buttato in acqua. La famiglia è importante, la mia mi ha sempre sostenuto e mi permette di fare tutto ciò che voglio, faccio quello che posso, quello che non posso lo faccio diversamente, non mi fermo”.

Le sue parole sono state subito confermate e rafforzate da Stefano Occhialini, rappresentante della Uildm Ancona (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), e sportivo di lunga data, oltre che vice presidente federale del Power Chair Hockey, ovvero l’Hockey in carrozzina. “Non posso far altro che confermare quello che ha detto Andrea, la famiglia è importante e poi non dobbiamo vedere quello che non possiamo fare, ma farlo direttamente, anche se in modo diverso. Perché è la testa che decide tutto, se quella è attiva possiamo fare qualunque cosa, niente ci ferma”.

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Distretto Rotaract 2090